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La Casa dell’Acqua della Provincia di Mantova

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Il Presidente dell’A.A.T.O. di Mantova, Ezio Zani, ha presentato ieri sera ai sindaci dei comuni della provincia di Mantova, riuniti in assemblea, il progetto delle Case dell’Acqua, che utilizza le più innovative tecnologie disponibili oggi in questo ambito.

Il sistema adottato è attualmente l’unico apparecchio erogatore in Italia in grado di “pensare”: in grado cioè di gestire, attraverso tessere, l’erogazione del servizio ed il monitoraggio e la manutenzione del macchinario.

In grado cioè di racchiudere sotto un’unica responsabilità operativa tutte le competenze necessarie al buon funzionamento del servizio, risolvendo in modo efficace la problematica più rilevante riscontrata: il monitoraggio e il controllo dei consumi.

I sistemi a consumo libero hanno fatto registrare prelievi molto importanti, con relativi costi di gestione elevati ed incontrollabili, ed anche disordine nell’accesso al servizio, non essendo possibile definire e monitorare un quantitativo massimo di prelievo ad utente, generando, di conseguenza, file, attese e disservizi.

Inoltre un servizio socialmente qualificante come quello fornito dalle Case dell’Acqua, senza un adeguato monitoraggio dei fruitori finali, rischierebbe di essere vanificato attraverso un uso indiscriminato.

Il sistema brevettato a tessera consente la gestione ed il controllo dei consumi, permettendo all’Amministrazione di fornire tessere mirate per determinate categorie di utenti finali, come gli indigenti, le famiglie numerose, i turisti, etc

Infine, il sistema controlla interamente la macchina nelle sue componenti tecniche, garantendo la massima sicurezza nell’erogazione con il controllo delle usure e delle anomalie. Tutto viene registrato come evento e viene letto in tempo reale dai gestori che provvedono in tempi ristrettissimi a sostituire parti difettose, controllare lo stato dei filtri e dell’erogatore, verificare eventuali accessi non autorizzati nel vano macchina.

Per questo non esiste oggi sul mercato un prodotto analogo che abbia le stesse performance complessive e risolva in toto le esigenze della Pubblica Amministrazione nell’erogazione del servizio “Casa dell’Acqua”.

La struttura esterna si chiama Qubò, già testata ed utilizzata con successo nelle installazioni realizzate in diverse zone d’Italia, tra le quali:

  • Provincia di Milano
  • Provincia di Como
  • Comune di Milano
  • TASM Acque Milano s.p.a.
  • SMAT Torino s.p.a.
  • AMI Acque Milano s.p.a.
  • Emilia ambiente s.p.a.

Tale struttura rappresenta la soluzione ideale che coniuga il contenimento degli spazi, la praticità e l’inserimento architettonico ed urbano. Sicurezza ed igiene sono garantite, la struttura impedisce ogni tipo di intrusione di animali ed insetti, è costruita in materiali asettici e perfettamente idonei a contenere macchinari distributori di bevande ad uso umano e possiede i requisiti per una eventuale certificazione ISO 22000.

Il servizio offerto prevede l’attività di manutenzione, con un presidio settimanale, un controllo qualitativo accurato e procedure rigide di svolgimento delle operazioni di manutenzione.

Infine, verrà utilizzata per la produzione di acqua gasata l’anidride carbonica della SIAD s.p.a. di Bergamo, che è a tracciabilità garantita e la cui produzione e fornitura è certificata con il sistema Food Safety System 22000:2010, nonché con il sistema UNI ISO 9001.

Ciò a testimonianza che un servizio di alta qualità come quello scelto dall’ATO Mantova non ha trascurato nulla per essere ai massimi livelli nel panorama nazionale.

L’Amministrazione manda alla cittadinanza un segnale forte di grande civiltà, rispetto dell’ambiente e riduzione dei costi famigliari, offrendo l’alternativa al consumo dell’acqua minerale in bottiglia, con quello dell’acqua fornita dalla “Casa dell’Acqua”.

Idea e filosofia del progetto

Nel nostro Paese l’estensione della rete acquedottistica è capillare e diffusa. Il 96% della popolazione italiana è servito da acqua potabile, generalmente di buona qualità. Malgrado ciò, a partire dagli anni ’60-’70 si è venuto a manifestare un nuovo fenomeno di costume, particolarmente marcato nel nostro Paese, ossia quello delle acque minerali confezionate. intercettando una esistente/latente domanda di mercato.

A questo fenomeno che, come noto, vede il nostro Paese fra i principali consumatori di acqua in bottiglia, non si può negare il merito di avere stimolato il consumatore ad interessarsi dell’acqua da bere anche sotto l’aspetto salutistico e per il suo benessere fisico. Questo nuovo mercato ha generato nell’ultimo decennio una sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti dei temi ambientali, anche a causa dell’inquinamento delle bottiglie vuote, sul piano estetico, ambientale ed energetico (plastica, trasporto, aumento della CO2, etc).

Sulla spinta e sull’esperienza nella gestione di questi fenomeni, inizia allora ad evidenziarsi un nuovo ruolo, si potrebbe dire una nuova vita, anche per la fontana (su spazi pubblici ma anche privati) destinata a dissetare le persone e questo grazie anche al ruolo di una più perfezionata tecnologia che consente di mettere a disposizione sistemi di affinazione organolettica in grado di dare una sorta di valore aggiunto all’acqua distribuita capillarmente tramite la rete di acquedotto.

Gli affinamenti più apprezzati sono quelli della refrigerazione e dell’aggiunta di anidride carbonica, riconquistando quindi, sul piano del piacere immediato quelle che sono certamente alcune delle qualità più evidenti, riconosciute al consumo di acque imbottigliate o di soft drink.

Il passaggio dalla fontana a sistemi locali di affinamento/post-trattamento porta a ricreare anche spazi fisici, più oltre definiti “case dell’acqua”, di aggregazione sociale in quanto è consentita la possibilità di fruizione collettiva e personalizzata al tempo stesso di un servizio sempre più apprezzato e che comincia a diffondersi anche in altri Paesi europei con consolidate tradizioni acquedottistiche. Tutto questo ha un risvolto sul piano della riorganizzazione degli spazi urbani e dell’aggregazione sociale.

L’esperienza acquisita in questi ultimi anni riguardo alle Case dell’Acqua ci consente di affermare che, là dove sono state installate, queste sono diventate uno strumento di dialogo tra le amministrazioni locali e i propri cittadini, veicolando una nuova cultura dell’acqua, una risorsa da rispettare e salvaguardare, una risorsa pubblica, di qualità in precedenza assai sottovalutata.

In particolare le Case dell’Acqua contribuiscono a promuovere il concetto di “mondo sostenibile”, e mentre il valore ecologico della proposta ha preso nel tempo sempre più coscienza, queste strutture diventano una risorsa e un bene prezioso per la cittadinanza.

In sintesi l’installazione delle nuove Case dell’Acqua permette di:

  • Sensibilizzare i cittadini al tema della risorsa acqua.
  • Promuovere comportamenti ecologicamente sostenibili.
  • Creare uno strumento di dialogo tra le amministrazioni locali e i propri cittadini.
  • Creare un punto di aggregazione di riferimento per i residenti di ogni età.
  • Sviluppare progetti di riqualificazione ambientale di parchi e strutture spesso abbandonate, come fontane pubbliche, ex-lavatoi, etc.

Presentazione

Scarica o visualizza la presentazione Casa dell'acqua della Provincia di Mantova - Una scelta di civiltà in formato pdf, utilizzata per la presentazione del servizio, durante la conferenza stampa del 16 luglio 2010.